"I gesti della musica.
Visualizzare l'invisibile per scoprire le forme della musica sinfonica"
Tesi di bachelor in Comunicazione Visiva, 2013
Relatori: Andrea Bocci, Franco Cavani

Nei minuti che precedono un concerto c’è ben poco di musicale. 
Il teatro pare gremito di pubblico, ma ancora file di persone scorrono fra di loro: chi alla ricerca del proprio posto, chi saluta un vecchio amico, chi già fa previsioni sull’esecuzione. 

Anche sul palco regna lo stesso clima. Alcuni strumentisti si intonano, altri si riscaldano e al pubblico giunge solamente una gran confusione di rumori e suoni, stridii e note scoordinate.

Ma appena il direttore compare sulla scena, la confusione sfocia in applauso unanime che lo accompagna fin sul podio. 
Qui il maestro s’inchina verso il pubblico per poi voltarsi verso l’orchestra.
Il direttore alza le braccia e con un solo gesto richiama a sé orchestra e musica, dando il via al concerto. 

Crea la musica, quel gesto.

La mia tesi non ha la pretesa di spiegare in modo esaustivo il ruolo del direttore d’orchestra; anzi, sarà chiaro fin dall’inizio che non si potrà nemmeno comprenderlo fino in fondo. L’obiettivo cui si tende è piuttosto quello di far comprendere al pubblico l’importanza del gesto direttoriale, mostrandone visivamente il segno: esatto punto d’incontro tra direttore e orchestra, tra pubblico e ascolto.

Svolgendo due ricerche parallele, una nell’ambito della comunicazione visiva – indagando lo stato dell’arte – e l’altra dal punto di vista musicale – servendomi anche di interviste a direttori d’orchestra –, mi sono resa conto che la curiosità del pubblico verso il gesto direttoriale è grande ma spesso i progetti di comunicazione visiva al riguardo si riducono a sperimentazioni fini a sé stesse.

Proprio per questo motivo ho scelto di progettare un prodotto specifico per questo tema: un cofanetto – previsto in una collana – è una soluzione adatta a un pubblico di collezionisti come gli appassionati di classica.

Il cofanetto enfatizza l’identità gestuale e narrativo-musicale di uno specifico brano sinfonico in tre modi diversi ma complementari: un opuscolo cartaceo racconta in versi il brano mostrando il corrispondente segno creato dal gesto, un opuscolo di acetati permette di vedere il disegno completo del brano e un’animazione digitale mostra il segno evolversi con la traccia audio. Tramite suggestioni e stimoli, l’appassionato non avrà risposte esaustive ma potrà scoprire egli stesso un nuovo aspetto dell’esecuzione sinfonica, altrimenti invisibile e irraggiungibile.



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